ciclofucina_cagliari-quartuA Quartu, nell’hinterland di Cagliari, è nata la Ciclofficina pubblica Itinerante, per sostenere – senza alcuno scopo di lucro – la cultura della bicicletta, mezzo pratico, economico ed ecologico.

Non hanno ancora una sede e portano il loro gazebo ingiro per la città, per imparare e insegnare l’arte della manutenzione della bici, trovare attrezzi e pezzi di ricambio per le riparazioni e distribuire materiale informativo su mobilità sostenibile, sicurezza stradale, ciclo-turismo ed ecologia.

L’accesso ai servizi è completamente gratuito.

E’ un luogo di condivisione di saperi ed esperienze, dove le attrezzature sono un bene collettivo, i pezzi di magazzino sono prevalentemente riciclati e si privilegia la cultura del fai-da-te contro quella dell’usa-e-getta.

Si possono anche donare vecchie bici, da riparare o usare per i ricambi, secondo l’etica del riciclo e della mutualità, in un circolo virtuoso di pratiche sostenibili e solidali.

Oltre agli appuntamenti di maggio, giugno e luglio 2009, il gazebo della Ciclofficina sarà operativo nelle prossime settimane secondo il seguente calendario (dalle 9 in poi):

  • 20 Settembre 2009 – Parco del Popolo Curdo, via Portogallo, Quartu Sant’Elena (CA)
  • 4 ottobre 2009 – Pattinodromo comunale, via Lussemburgo, Quartu Sant’Elena (CA)

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Ideata e organizzata dalla associazione ARCI Ciclofucina, l’iniziativa è patrocinata dell’Assessorato allo Sport e alle Politiche Giovanili del Comune di Quartu Sant’Elena (CA).

La associazione è attualmente alla ricerca di un Comune disposto ad mettere a disposizione dei locali – in cui avere acqua, energia elettrica e un bancone robusto – per avviare una ciclofficina stabile per conservare vecchie bici da aggiustare o da cui riciclare i pezzi.

Per ulteriori informazioni: ciclofucina.it

Fonte: ciclofucina.it
Immagine: ciclofucina.it
Pubblicazione: 16/09/2009 – Ultimo aggiornamento: 16/09/2009

1 COMMENTO

  1. Molto interessante.
    Anche se, per “sostenere – … – la cultura della bicicletta, mezzo pratico, economico ed ecologico”, sarebbero indubbiamente utili un paio di metri(almeno) di pista ciclabile.
    Saluti, Daniela

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