logoaipsOggi Marraiafura intende dare spazio ad una bella iniziativa che, oltre al vasto campo dell’ecologia tout court,  interessa il più specifico ambito dell’ecologia sonora, una disciplina ancora poco conosciuta e poco frequentata qui in Italia.

È nato ‘AIPS – Archivio Italiano Paesaggi Sonori‘, un collettivo formato da soundscaper italiani.

Per i non addetti ai lavori aggiungiamo che soundscape significa “paesaggio sonoro”, e ci facciamo soccorrere da wikipedia precisando che tale termine si riferisce innanzitutto all’ambiente acustico naturale, consistente nei suoni delle forze della natura e degli animali, inclusi gli uomini.

L’intento del collettivo, coordinato dai musicisti Francesco Giannico e Alessio Ballerini, è quello di promuovere, per l’appunto, la cultura dei paesaggi sonori.

L’opera di promozione avverrà sia sul web, attraverso una raccolta e un resoconto di tutti i lavori di soundscaping svolti sul suolo italiano, sia “sul territorio”, attraverso la proposizione di eventi performativi e workshop a tema.

Far parte di AIPS significa sentirsi interessati e coinvolti nelle tematiche di cui sopra, oltre che partecipare attivamente alle attività sul gruppo di discussione. La base è online, sul sito internet del collettivo, e sulla pagina Facebook dedicata.

AIPS è dunque in buona sostanza un gruppo di persone disseminato in tutta Italia che intende dar luce al paesaggio sonoro e a tutti quei musicisti e artisti che a vario titolo si cimentano in queste pratiche.

aipsIl paesaggio sonoro del mondo è in continuo mutamento, lo è naturalmente in misura maggiore nelle grosse aree urbane, metropoli in primis. Il paesaggio sonoro è un bene culturale invisibile e immateriale, che muta a causa di fattori tra i più disparati come il livello di antropizzazione ed il susseguirsi dei fenomeni naturali.

L’Ecologia – si legge nella nota – si occupa del rapporto tra gli esseri viventi ed il loro habitat o gli ambienti che permettono la loro sopravvivenza. Per ogni specie di essere vivente parliamo di una specifica ecologia a tal proposito e – dato che ci riferiamo all’ambito della percezione sonora – parliamo di Ecologia del Suono.

Il generale deterioramento delle condizioni di vita sul nostro pianeta ha contribuito a creare anche un peggioramento della qualità della vita umana dal punto di vista del paesaggio sonoro.

Il Collettivo di artisti individua due urgenze per contrastare questo peggioramento: la necessità di migliorare la qualità della vita umana contrastando fenomeni cosiddetti d’inquinamento acustico e cercando di promuovere e sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di queste tematiche.

Al contempo però AIPS studia il cambiamento, negativo o positivo che sia, perché vi è senza dubbio un innato valore antropologico, e dunque ridefinisce l’estetica del paesaggio sonoro conservandolo, archiviandolo in contemporanei archivi digitali ed elaborandone i risultati in chiave artistica, scientifica, contemporanea. AIPS vuole da questo punto di vista ricreare il senso antropologico della ricerca musicologica connessa all’archiviazione attraverso il web 2.0 , un lavoro collaborativo tra musicisti e ricercatori sul territorio nazionale che sia coordinato ed appoggiato dalle istituzioni.

Creare un archivio del paesaggio sonoro italiano sarebbe un bene inestimabile.

Il collettivo vuole preservare tale bene per mezzo della creazione di un archivio di suoni del paesaggio nazionale, vuole riunire all’interno di un unico sito tutti i progetti che riguardano la ricerca e lo studio in questo campo, vuole organizzare workshop e festival. Per questo occorrono designer acustici, ovvero musicisti, studiosi di acustica, antropologi e persone interessate allo studio del paesaggio sonoro, al fine di proporre soluzioni utili a un suo miglioramento. Non ultimo è il coinvolgimento degli abitanti, che si uniranno durante i workshop e in alcune performance atte ad esaltare l’arte partecipativa, in una visione di happening cittadino.

Fonte:  Il Sostenibile.it
Pubblicazione: 17/01/2011 – Ultimo aggiornamento: 17/01/2011

Copia pure: sei libero di ri-utilizzare questo articolo, ma ricorda di inserire il link
Marrai a Fura – sostenibilità e partecipazione” (maggiori info qui).

1 COMMENTO

Rispondi a Twitter Cancella la risposta

Please enter your comment!
Scrivi qui il tuo nome