Eco sesso. Indossa il preservativo, fai colazione e poi esci di casa.

0

Indossare il preservativo? Non è un gesto particolarmente insusuale o dirompente, direte voi. Sì, ma noi parliamo di indossarlo nel senso letterale del termine!

Vedere un abito interamente fatto di preservativi non capita tutti i giorni, figuriamoci un’intera collezione: un’intera linea di abiti fatti di preservativi.

La moda, il riciclo e la lotta contro l’HIV si uniscono in un’unica parola: sensibilizzazione.

Anche un semplice abito può fare qualcosa nella lotta contro l’Aids. Ecco che allora splendide modelle sono scese sulle passerelle con abiti realizzati completamente di preservativi per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’utilizzo del condom per la lotta all’Aids.

Il connubio è stato attuato da due donne che hanno fatto dell’avanguardia la ragione del loro stile: Emma Kaywin di New York e Adriana Bertini, dal Brasile.

La prima dopo uno stage effettuato in un’associazione sulla lotta contro l’HIV, ha notato l’incredibile quantità di preservativi scaduti, inutilizzati e inutilizzabili, non  facili da smaltire.
Così, unendo la causa ambientalista alla prevenzione ed alla creatività produttiva, ha chiesto di poterli riutilizzare, creando una linea di abiti che sono stati presentati come progetto d’arte all’Eco-Fashion Week di New York. L’ evento è stato organizzato dalla New York University School of Gallatin con l’intenzione di esaminare in modo critico i termini ‘eco’ e ‘green’ nel mondo della moda.

La seconda talentuosa artista utilizzando preservativi respinti ai test di qualità ha creato, nell’arco di 10 anni un’intera collezione di abiti realizzati interamente con profilattici.04

Unico obiettivo la vita: sensibilizzare all’uso del preservativo, per salvarla; sensibilizzare al riciclo, come fonte di una nuova vita. Paradossale che proprio un preservativo possa essere generatore di una vita nuova, ma in questo caso è proprio così.

Gli abiti, molto d’effetto, rappresentano ovviamente una provocazione, anzi una doppia provocazione, che mira a sensibilizzare doppiamente la gente: da un lato verso la prevenzione dell’AIDS attraverso l’utilizzo dei condom, dall’altra al riciclo come fonte di nuova vita per oggetti e materiali.

Mera provocazione artistica? Ammirevole intento di riciclo e riuso? Riflessione appassionata?
Chi lo sa. Probabilmente tutte queste cose insieme.

02Le immagini di questi abiti, presentati alla Eco Fashion Week di New York, stanno rapidamente facendo il giro del mondo suscitando le reazioni più disparate.

E voi, cari amici, indossereste mai questi abiti? Pensate a quanti si girerebbero a guardare chi passa per strada indossando un abito fatto di preservativi: forse si riuscirebbe a destare più attenzione con uno di questi abiti addosso che con tante campagne che promuovono il riciclo e la prevenzione.

 

Io ne ho parlato ad alcuni amici e ho raccolto da loro alcune impressioni a caldo, eccole:

Hey, spero almeno non ce ne siano di usati… sai com’è, con questa storia del riciclo!
Provaci un po’ tu a camminare per mezz’ora sotto la pioggia con sti abiti. Dopo un pò diventi come l’omino Michelin!
Se sono ritardanti, dopo tre passi cade addormentata.

Ma i miei amici sono fatti così, scherzano, si divertiscono! Noi persone serie lo sappiamo bene che la provocazione è solamente un elemento evidente, ma secondario. È soltanto un effetto voluto. Molto più importante è la discussione che si può ingenerare su questi temi. Perciò lunga vita alle idee non ordinarie e alla sensibilizzazione su temi importanti.

Usate il preservativo, aiutate la ricerca, uscite dalle vostre stanzette, guardate meno TV, create una rete sociale, sostenetevi a vicenda. E cliccate su marraiafura.com, è sottinteso. Tutto il resto è noia.

W L’AMMORE!

Link:

ecouterre.com/…dress
adnkronos.com/…preservativi-scaduti…moda…
stylosophy.it/…abiti-preservativi-di-emma-kaywin…
stylosophy.it/…abito-preservativo…

Pubblicazione: 24/03/2010 – Ultimo aggiornamento: 24/03/2010

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Scrivi qui il tuo nome