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Grenoble: dalla pubblicità all’espressione pubblica

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Grenoble: dalla pubblicità all’espressione pubblica
vendredi 09 novembre 2012 Affiche de la Ville de Grenoble pour mettre en avant le travail du service de la Propreté Urbaine pour rendre la ville propre . © Alain FISCHER 2012 - Ville de Grenoble -. © Alain FISCHER 2012 - Ville de Grenoble -.

grenoble senza pubblcitaGrenoble sarà la prima grande città d’Europa a liberare il suo spazio pubblico dalla pubblicità.

Nella città alpina francese a partire dal gennaio 2015 i pannelli pubblicitari comunali verranno sostituiti con degli alberi e con sistemi meno invasivi nei quali dare spazio all’affissione libera cittadina e ai messaggi culturali e alternativi a quelli commerciali.

Il sindaco ecologista Eric Piolle e la sua giunta composta da verdi, sinistra e movimenti, sono alla guida della città dall’inizio del 2014 e, come promesso in campagna elettorale, hanno deciso di non riassegnare il servizio di gestione delle affissioni pubblicitarie in scadenza a fine anno. A partire dal gennaio 2015, in pochi mesi verranno eliminati 326 pannelli pubblicitari per un totale di oltre 2.000 metri quadri di spazio pubblicitario. E all’arrivo della primavera verranno piantati al loro posto 50 alberi.

I mancati introiti economici derivanti dalla vendita degli spazi, assicura l’amministrazione, verranno compensati – oltre che dal valore difficilmente monetizzabile della riappropriazione collettiva dello spazio pubblico – da un’azione di risparmio e riduzione degli sprechi già in atto in Comune. Non tutta la pubblicità commerciale sparirà: resterà quella nelle fermate di tram e bus (il cui contratto scadrà nel 2019) e quella negli spazi privati. Inoltre insieme alle associazioni culturali e a tutti i soggetti che necessitano di spazi d’affissione, si deciderà come e dove localizzare dei nuovi supporti pubblicitari, visivamente meno impattanti e a misura di pedone e ciclista.

I formati dei pannelli pubblicitari e i luoghi d’installazione – si legge nel dossier presentato dal Comune alla stampa – sono concepiti per una fruizione della città diversa da quella attuale. Oggi Grenoble è una città accogliente per ciclisti e pedoni, stanno rinascendo la vita di quartiere e i negozi sotto casa, e lo spazio pubblico deve tornare ad essere a tutti gli effetti un luogo da vivere e non semplicemente uno spazio di passaggio e circolazione per automobili. Liberare strade e incroci dai pannelli pubblicitari permetterà di vedere che alla fine di ogni via c’è una montagna, renderà possibile la piantumazione di nuovi alberi e regalerà nuovi spazi di espressione ai suoi abitanti e agli attori che contribuiscono alla sua vitalità culturale, economica, associativa e sportiva.

L’iniziativa punta anche a tutelare la libertà di ricezione (importante quanto quella d’espressione e che garantisce al singolo di scegliere se ricevere o meno un’informazione) e i diritti dei più piccoli (che senso ha fare tanti sforzi per regolamentare la pubblicità negli orari in cui bambini e ragazzi guardano la TV e non farlo nel percorso tra casa e scuola?).

È arrivato il momento – ha dichiarato il sindaco – di far emergere una città più dolce e creativa. Una città pensata a misura di bambino. Una città meno aggressiva e meno stressante, al servizio della nostra creatività e della nostra identità. Liberare lo spazio pubblico di Grenoble dalle affissioni pubblicitarie è un passo in questa direzione.

Nel 2006 fu San Paolo del Brasile a limitare pesantemente la pubblicità nelle strade. Nel 2014 Grenoble è la prima città in Europa a fare una scelta in questa direzione e l’iniziativa non è poi così difficilmente replicabile. Quale sarà la prossima città che con un po’ di coraggio rinuncerà a qualche introito commerciale per incentivare la libera fruizione degli spazi pubblici?

Per maggiori info (in francese):

Alcune aree della città, come sono e come saranno:

Pubblicita Grenoble Francia 03

Pubblicita Grenoble Francia 01

Pubblicita Grenoble Francia 02

Fonte: comunicato
Pubblicazione: 26/11/2014 – Ultimo aggiornamento: 26/11/2014

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Marrai a Fura – sostenibilità e partecipazione” (maggiori info qui).

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