Marrai a Fura, sviluppo sostenibile e progettazione partecipata

Facilitazione Visuale. Il disegno e la rappresentazione grafica (in tempo reale) per migliorare il lavoro nei gruppi

facilitazione visuale 3Conoscete la facilitazione visuale? Proviamo a raccontarvi di cosa si tratta insieme a Sara Seravalle e Monica Diari, che hanno da pochi giorni fondato Sketchapensieri (sketchapensieri.com) per promuoverla anche in Italia.

La facilitazione visuale serve a rappresentare graficamente dei concetti complessi e articolati, mettendo in evidenza le interconnessioni, i rapporti causa-effetto e tanto altro.

Si tratta di uno strumento di lavoro – utilizzato oggi in vari paesi del mondo – che permette di progettare o sviluppare un’idea (in gruppo o da soli) con chiarezza ed efficacia. Fissando concetti-chiave e sviluppando strategie di lavoro.

Sara e Monica, che sono entrambe laureate in architettura e per anni si sono occupate di progettazione partecipata (Sara) e di cantieri-evento (Monica), ci raccontano brevemente in cosa consiste la facilitazione visuale.

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«A tanti di noi è successo di trovarsi in convegni in cui il relatore proietta e legge mille slide, oppure di partecipare a riunioni monotone e inconcludenti, o ancora di non riuscire in un gruppo di lavoro ad arrivare a una soluzione consensuale. Ecco, la facilitazione visuale può essere utile per superare molti di questi problemi.

La facilitazione visuale utilizza il potenziale della parte destra del cervello, che fissa le immagini e le connessioni tra esse. Lavorando attraverso i disegni, visibili da tutti, è possibile riprendere concetti e rielaborarli sulla stessa mappa, avendo davanti l’intero sviluppo dell’incontro.

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La facilitazione visuale – continuano Sara e Monica – può essere utilizzata nei percorsi di facilitazione, formazione e progettazione partecipata o co-creazione di idee. In sostanza: in tutte le occasioni in cui la comunicazione rischia di essere noiosa, complessa o conflittuale. Si tratta quindi di uno strumento adatto ad aziende, enti, associazioni, professionisti, e chiunque voglia parlare ad un gruppo di persone ed essere capito senza fraintendimenti».

Ma perché continuare a usare le parole per spiegare cos’è la facilitazione visuale? È un controsenso!

Attivate la parte destra del vostro cervello e fate partire il video! :-)

facilitazione visuale 1Pubblicazione: 04/10/2012 – Ultimo aggiornamento: 04/10/2012

Copia pure: sei libero di ri-utilizzare questo articolo, ma ricorda di inserire il link
Marrai a Fura – sostenibilità e partecipazione” (maggiori info qui).

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Facilitazione Visuale. Il disegno e la rappresentazione grafica (in tempo reale) per migliorare il lavoro nei gruppi”2 commenti :

  1. Ruben ha detto:

    Molto carino il video, belle le parole ma io non vedo o dove sta L’innovazione
    È perché hanno dovuto addirittura fondare un’agenzia per diffondere ciò che già si sa. È come dire che io mi apro un’agenzia per diffondere che la carbonara e’ più buona della pasta in bianco (ovvio)

    Poi è l’ennesima cosa che gli architetti si mettono a fare che nn dovrebbero, nn siete dei grafici o esperti in user experience, lasciate fare il lavoro a chi lo Sa fare meglio di voi

    Come pensano di collegare ai social network? Se stanno disegnando in una lavagna?
    Nello stage devono essere sempre 2 persone, sennò si rischia di dare sempre le spalle al pubblico
    La persona che disegna deve avere nn solo doti grafiche, bensì capacità di uix, capacita nella distribuzione dello spazio e pure rendere tutto ciò user friendly per fare qualcosa di decente ad una conferenza

    Di quante lauree si devono disporre dunque?

    Secondo me stanno “vendendo” aria fritta, che però se li va bene ci sarà molto più lavoro per gli illustratori

  2. sara ha detto:

    Ciao Ruben. inizio col dirti che ovviamente ci siamo specializzate e lavoriamo a stretto contatto con esperti di comunicazione e di user experience design, io in particolare con i responsabili del master di Roma. Siamo architetti ma da anni (io da 16) lavoriamo nel campo della progettazione partecipata. Per me che sono facilitatore professionista, scoprire questo nuovo strumento è stato utilisimo e illuminante e ho ritenuto fosse un piacere e un’idea interessante sperimentarlo nel mio campo e utilizzarlo anche in Italia, visti i risultati importanti che ottiene all’estero.

    Lavoriamo su carta e su tablet e oggi con una semplice videocamera o una webcam andare in streaming è semplicissimo. C’è molta tecnica, si tratta di facilitare un processo o di sintetizzare in presa diretta concetti e connessioni, non è “disegnare alla lavagna” e non lavoriamo grazie alle doti grafiche ma proprio costruendo analisi e indagando concetti, nonchè interagendo attivamente con il gruppo che facilitiamo. Dare le spalle al pubblico quindi è l’ultimo dei problemi.

    Sul lasciar fare a chi sa fare meglio di noi beh, ovviamente chiunque sappia fare sia il facilitatore, sia l’illustratore sia l’esperto di ux design, è il benvenuto, noi facciamo il nostro lavoro con grande professionalità e impariamo da chi ne sa più di noi con un aggiornamento continuo anche con esperti di altri campi, credo che non si possa stabilire a prescindere chi sa fare una cosa meglio di altri… dipende dall’esperienza che hai maturato e da come intersechi i tuoi saperi facendoli co-agire… ma lascio cadere la provocazione e ti invito a venire ad assistere qualche volta ad un nostro lavoro così da poterci poi confrontare. ti assicuro che non è un esercizio semplice e richiede davvero studio ed esercizio… altro che aria fritta!!!
    Ti aspettiamo allora, i contatti li hai.
    ciao
    Sara

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